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Posted by on 17 Mar 2015 in collettivo experia | 0 comments

CON L’UCRAINA ANTIFASCISTA – Voci di Resistenza e di Solidarietà

CON L’UCRAINA ANTIFASCISTA – Voci di Resistenza e di Solidarietà

 

Sabato 21 marzo 2015 alle ore 19 incontro / dibattito. Metti in promemoria la nostra iniziativa –>

 

Nel febbraio del 2014 abbiamo assistito ad un vero e proprio colpo di stato in Ucraina attuato attraverso il violento movimento “Euromaidan” spinto e organizzato da quattro principali gruppi la cui composizione politica va dalla destra all’estrema destra ucraina:

“Batkivshina” o Unione pan-ucraina “Patria”, ossia il partito liberale filo-europeo di cui è leader Yulia Tymoshenko;

“UDAR” – Alleanza democratica ucraina per la riforma, un partito anch’esso filo-europeo guidato dal pugile Vitali Klitschko;

“Svoboda” partito di estrema destra ultranazionalista – guidato da Oleh Tyahnyboksue – noto per le sue posizioni xenofobe, antisemite, omofobe, antirusse e anticomuniste, esalta alcuni personaggi storici ucraini apertamente fascisti e filo-nazisti, come il tristemente celebre Stepan Bandera;

“Pravy Sektor” (Settore di destra) coalizione di una moltitudine di gruppi dell’estrema destra radicale e fascista

Il governo del premier Yanukovic, “democraticamente” eletto nel febbraio del 2010, battendo Yulia Tymoshenko al secondo turno delle elezioni presidenziali, è stato spodestato da un golpe con il pieno sostegno dell’UE e USA. In seguito viene instituito un governo formato dal premier Poroshenko, con una coalizione filo-occidentale e filo-americana composta da oligarchi e da militanti dell’estrema destra, ultra-nazionalisti fascisti e neonazisti che si distinse subito per le sue posizioni anti-russe ed ultra-nazionaliste.
Poroshenko è il garante degli interessi dei grandi oligarchi ucraini, la cosiddetta cricca dei miliardari, che vede nell’Europa il terreno ideale per espandere le loro speculazioni finanziarie. A tale scopo, il governo golpista si è subito distinto per la celerità con cui ha messo in atto l’agenda della Troika, fatta di privatizzazioni selvagge, tagli ai servizi sociali, salari e pensioni, cancellazione dei diritti dei lavoratori.
Per attuare il suo programma ha imposto una politica di guerra, vietando qualsiasi manifestazione di dissenso, bollandola come antipatriottica. La repressione è stata affidata alle bande neonaziste al soldo dei grandi oligarchi che hanno attuato una politica di omicidi e terrore nei confronti dell’opposizione politica e sociale.
Per fare leva sui sentimenti nazionalistici della popolazione, non appena insediato il governo Poroshenko promulga leggi contro la popolazione ucraina filo-russa – residente soprattutto nelle regioni del Donbass – come l’abolizione della lingua russa nei luoghi pubblici, l’abolizione dell’insegnamento della lingua russa nelle scuole pubbliche, la chiusura dei partiti filo-russi come il Partito Comunista Ucraino, ed una campagna mediatica intenta a criminalizzare la Russia.

La guerra nel Donbass, è una guerra di collocazione geopolitica che vede l’Ucraina, ed in particolare il sud-est ucraino, stretto nella morsa di due potenze neo-imperialiste: l’asse Nato-U.E. da una parte, la Russia dall’altra. Inoltre il Donbass è la regione più industrializzata dell’Ucraina, con una classe operaia forte e organizzata, composta soprattutto dai minatori, che è rimasta kegata idealmente e politicamente alla società sovietica e ai diritti che garantiva ai lavoratori.

Tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo 2014, i movimenti autonomisti nella regione del Donbass hanno iniziato a prendere sempre più consistenza. Le regioni del sudest ucraino hanno cominciato a insorgere a macchia di leopardo, con il sostegno della maggioranza della popolazione.

Questa fase si è svolta senza conflitto militare tra gruppi filorussi e autorità locali – senza spargimento di sangue – e si è conclusa con i referendum indipendentisti tenuti a Donetsk e Lugansk e la nascita delle due “repubbliche popolari”.
La carta costituzionale provvisoria che è stata promulgata riflette il livello di coscienza della popolazione in quelle zone; essa infatti prevede il divieto di privatizzare i servizi pubblici, gli interessi e le industrie strategiche (energia elettrica, carbone, gas) e una forte tutela del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni.

La risposta del regime di Kiev – che gode di finanziamenti e approvvigionamenti militari americani – ha scatenato una violenta e sanguinaria repressione militare, definita come “operazione anti-terrorismo” che ha visto contrapposte le forze militari di Kiev alle milizie locali e i combattenti volontari delle due repubbliche.

Violente aggressioni militari sono avvenute anche a Slaviansk, Mariupol e Odessa, luogo di una strage tra le più efferate compiute nell’Europa moderna, dove viene bruciata una casa dei sindacati con decine di attivisti e resistenti antifascisti all’interno chiusi senza possibilità di fuga.

L’esercito di Kiev ha raso al suolo intere città, ha sparato sulla popolazione inerme, ha utilizzato bombe al fosforo per colpire i civili e chiuso scuole e ospedali.
Dopo i vacillanti accordi di Minsk e il parziale ritiro delle truppe di Kiev, l’Unione Europea ha stabilito sanzioni economiche alla Russia per le sue posizioni politiche a sostegno del Donbass.
A Donestk e Lugansk le popolazioni non percepiscono più stipendi e pensioni dall’inizio delle ostilità. Non c’è luce, acqua, gas, e la gente sopravvissuta vive grazie ai camion di aiuti umanitari provenienti dalla Russia.

 

 

Come antimperialisti siamo al fianco delle popolazioni Ucraine; qui si combatte a rischio della vita non solo per un sentimento antifascista storicamente radicato in quelle terre , ma grazie ad una forte spinta popolare ed alla volontà di affermare le rivendicazioni di classe per la trasformazione della società in senso socialista contro la barbarie fascista ed imperialista.
Nel settembre del 2014 la Carovana Antifascista promossa dai compagni della band “Banda Bassotti” e da tante realtà di compagni solidali è partita dall’Italia ed è giunta in Ucraina, spingendosi nelle regioni del sud-est ucraino, a sostegno della lotta popolare e al fine di portare solidarietà ed aiutiumanitari.
La necessità di manifestare il nostro sostegno e la nostra solidarietà alla popolazione del Donbass, sta alla base della nostra iniziativa volta a proseguire l’opera di controinformazione su ciò che accade in Ucraina.

Sabato 21 marzo alle ore 19.00 incontro dibattito nella sede del Comitato Popolare Experia in via Plebiscito 903 a Catania.
Interviene la compagna Norma che ha partecipato alla Carovana Antifascista e ci racconterà la sua esperienza e presenterà il libro “Ucraina: Golpe-Guerra-Resistenza” della Rete nazionale “Noi Saremo Tutto”

Seguirà cena di sottoscrizione. Metti in promemoria la nostra iniziativa –>

 

Colletivo Experia Catania
17 marzo 2015

 

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