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Posted by on 19 Mag 2012 in catania, centro popolare experia | 0 comments

Fuori la mafia fascista dalla nostra città

Fuori la mafia fascista dalla nostra città

Oggi, 19 maggio 2012, anche a Catania è stato organizzato un presidio di risposta al vile attentato di Brindisi, un attentato  che ha portato alla morte di una ragazzina di 16 anni e al ferimento di altre cinque sue compagne di scuola e che ha riproposto in maniera pressante il problema dei rapporti tra Stato e Criminalità Organizzata nel nostro paese.
Un rapporto fatto di collusione, complicità, copertura istituzionale e politica oltre che di rapporti economici e finanziari che a Catania, come in tutto il Meridione, conosciamo bene.

Una complicità che abbiamo combattuto e combattiamo ogni giorno contro quei poteri che in città speculano sulla vita di migliaia di cittadini per regalare appalti, terreni, consulenze ai rappresentanti di cosa nostra.

Una complicità che ha sempre trovato una facile sponda nei palazzi di potere catanesi, palermitani e  romani.
Una complicità che ha ridisegnato il piano urbanistico della nostra città riempiendola di centri commerciali il cui unico scopo è quello di riciclare i capitali mafiosi.
Una complicità che ha appoggiato le proposte di legge sullo scudo fiscale e che adesso si appresta ad appoggiare il ddl sulla vendita dei beni confiscati alla mafia.

Una complicità che ha organizzato lo sgombero e la chiusura di ogni realtà, come il CPO Experia, che con il suo doposcuola, la sua palestra popolare, la sua attività politica e sociale si poneva come unico baluardo di antimafia sociale in un quartiere bello e problematico come quello dell’antico corso.
Una complicità che si ricorda dei quartieri popolari solo in campagna elettorale, quando con un “piatto di pasta puoi comprare voti, consensi, appoggi.

Una complicità, infine, che riduce il fenomeno mafioso a un fenomeno puramente legalitario, scordandosi che mafia, camorra, ‘ndrangheta, sacra corona unita sono tutti soggetti che muovono capitali ingenti su quegli stessi mercati finanziari che hanno contributo al dissesto del nostro paese. E scordandosi, soprattutto, che mafia, camorre, ‘ndrangheta e sacra corona unita sono funzionali a un sistema di produzione e consumo capitalista che fonda la propria sopravvivenza sul controllo del territorio, sulla repressione e sull’appoggio incondizionato di tutta la classe politica.

Per questo abbiamo contestato il sindaco Stancanelli e il suo tirapiedi La Rosa, vanificando il loro penoso tentativo di speculare anche sulla morte di una ragazzina.
Stancanelli e La Rosa sono gli ultimi rappresentanti di quella complicità che sta mettendo in ginocchio Catania.

Catania non ha bisogno né della loro speculazione, né dei loro amici degli amici.

 

 

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