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Posted by on 3 Mar 2015 in collettivo experia, slide | 0 comments

Pedro. Ricordo di un incontro

Pedro. Ricordo di un incontro

 

Noi, allora ragazzi della metà degli anni ’70 incruditi dall’inizio della crisi, andavamo incontro alla politica con la stessa inesorabile naturalezza con cui lasciavamo l’adolescenza. Andavamo intruppandoci in quell’onda di ribellione giovanile proletaria che si rovesciò nel movimento del ’77.
Eravamo già figli, ancora poco consapevoli, della lunga crisi che sarebbe seguita e imparavamo a vivere collettivamente tra la disoccupazione e gli scontri con i fascisti.
Eravamo già orfani della linea traditrice del P.C.I., quella della “coesistenza pacifica” con gli imperialisti e del “compromesso storico” con i padroni. E per questo affamati di punti di riferimento.
La nostra istintiva ricerca di vie di liberazione ebbe fortuna: si risolse quasi subito nell’incontro con quel pezzo della generazione precedente che aveva già cercato la via opposta al compromesso, la via dello sviluppo della lotta di classe e della rottura rivoluzionaria contro il sistema dello sfruttamento.

Era quel pezzo del ’68 che aveva rifiutato il riflusso e conduceva i suoi esperimenti attorno al nodo dell’organizzazione comunista e della prassi per la rivoluzione proletaria. Pedro, da ventenne nel ’68, era uno di quelli.
Impersonava fino in fondo quella tensione e ci venne incontro alla grande.
Fu amore a prima vista tra generazioni sbocciato nella lotta contro il taglio e la privatizzazione dei servizi, contro il caro mense e trasporti, per l’autoriduzione delle tariffe e degli affitti.  E nella pratica dell’antifascismo militante.

Quel pezzo della sua generazione incontrava la nuova ribellione del proletariato giovanile, una nuova composizione con cui lavorare, la potenzialità di una nuova leva di comunisti. Noi incontravamo, anche tramite lui, grazie alla sua forza di socializzazione politica, la coerenza rivoluzionaria maturata nel ’68 studentesco e nel ’69 operaio.
Per noi fu un esempio. Fummo sorpresi e formati dalla sua facilità a stare tra i proletari come agitatore e tra i compagni come avanguardia comunista.

Nella lotta delle mense universitarie del ’76 fu un vulcano d’idee. Seppe catalizzare l’incazzatura diffusa con idee semplici ma geniali: l’organizzazione dei Comitati di mensa tramite assemblee pubbliche a fine pasto; le code degli studenti in attesa trasformate in blocchi stradali; la lotta articolata con gli operai delle cucine e della distribuzione che preparavano tutto e poi entravano in sciopero selvaggio sostituiti dagli studenti del Comitato che occupavano la mensa e distribuivano i pasti gratuitamente.
Un bell’esempio di “operai e studenti uniti nella lotta” per l’obiettivo di “mense sociali a prezzo politico” contro la logica del profitto che le voleva chiudere o privatizzare.

Solo un esempio di lotta di massa tra innumerevoli altri. Un piccolo contributo alla nostra formazione nella concezione che non basta avere le idee giuste ma occorre anche renderle concrete nella pratica. Una cosa che ha lasciato il segno in questo incontro con Pedro: la sua grande carica nel rendere questa concretezza, che la rivoluzione può e deve trovare scelte, determinazione, organizzazione e pratiche rivoluzionarie.
In questo per noi allora è stato un esempio. Un bel pungolo per la nostra determinazione politica.

Molto più delle icone servono esempi da seguire.

 

Un compagno, ventenne nel ‘77
Marzo 2015

 

 

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