Pages Menu
TwitterRssFacebook
Categories Menu

Posted by on 9 Ago 2015 in anticapitalismo, internazionalismo | 0 comments

NoMuos e Intifada fino alla vittoria!

NoMuos e Intifada fino alla vittoria!

 

Riceviamo e condividiamo questo contributo che il Fronte Palestina ha inviato al Centro Popolare Experia come contributo al dibattito del campeggio NoMuos che si è svolto dal 6 al 9 agosto 2015 a Niscemi presso il presidio permanente di Contrada Ulmo.

 

Compagni e compagne, attiviste e attivisti No Muos,

la ragione fondante dell’essersi costituiti come Fronte Palestina e delle battaglie che tuttora conduciamo è quella di aver riconosciuto nella lotta del popolo palestinese una causa comune e fondamentale per gli sfruttati e gli oppressi di ogni latitudine e paese. Ogni metro della propria terra che il popolo palestinese, con la sua Resistenza, difende dagli occupanti, è un passo in avanti per tutti noi, proletari, lavoratori e sfruttati di tutto il mondo, nell’unica lotta contro il capitalismo imperialista.
Questo è il valore internazionalista della lotta del popolo palestinese.

Questo valore non possiamo non ritrovarlo nella lotta che voi conducete qui in Sicilia, a Niscemi, a strenua difesa del territorio in cui vivete. La vostra lotta è diretta contro un impianto che ricade con estrema nocività ambientale sulle vostre vite, ma che incombe e minaccia i popoli a livello globale, posizionandosi al centro del bacino Mediterraneo, in un’area che vede la convergenza di tre continenti e che, dalla Libia alla Palestina, fino alla Siria, all’Iraq, al Kurdistan e all’Ucraina, è sempre più attraversata da sanguinosi conflitti, la cui responsabilità principale ricade sui criminali interventi e sul ruolo dell’imperialismo Usa, delle potenze europee, Italia compresa, e del regime sionista.

Anche voi, come il popolo palestinese, difendendo la vostra terra, agite per l’interesse e la causa comune dei popoli, contro le guerre e l’oppressione del capitalismo imperialista.

 

In questi giorni ricorre il primo anniversario dell’ultimo sanguinoso attacco militare su vasta scala contro la popolazione di Gaza, che fra luglio e agosto del 2014 provocò 2 mila 260 morti – fra cui 600 bambini – 11 mila feriti e oltre 100 mila senza tetto. Un atto di genocidio, l’ennesimo contro il popolo palestinese, che si attuò con il pieno supporto della macchina bellica globale statunitense e la complicità di tutta la cosiddetta comunità internazionale, con alla testa i paesi della Nato e, fra di essi, l’Italia.
Tanto per rendere chiaro l’allineamento sionista dell’Italia, dobbiamo citare le tragiche parole che il presidente del consiglio Renzi ha pronunciato nelle recente visita nella Palestina occupata: «Israele è il paese delle nostre radici, delle radici di tutto il mondo e anche il paese del nostro futuro».

Le radici di cui parla Renzi sono quelle che affondano nel terreno del capitalismo imperialista, radici comuni al criminale di guerra Netanyahu e agli altri boia della Nato, in primis dei più sanguinari terroristi globali, gli imperialisti yankee.
Queste radici sono state impiantate con ferocia genocida nella Palestina occupata e in tutti i paesi aggrediti, invasi e destabilizzati da questi nemici dell’umanità, ma si protendono anche qui, a Niscemi, con il Muos.
Ad avvelenare le nostre terre, sono gli stessi predatori che conducono le guerre contro i popoli in tutto il mondo, a partire dal popolo palestinese. E sono pure gli stessi che ci condannano ad un futuro di precarietà lavorativa, di bassi salari, di disoccupazione, che distruggono la scuola e la sanità pubblica, che tartassano contadini e artigiani, che con le loro guerre rapinano e violentano l’Africa e l’Asia e poi condannano i dannati in fuga alla morte nel Mediterraneo, alla clandestinità o a diventare moderni schiavi nel democratico occidente.

Ma insieme possiamo batterli! Seguendo l’esempio dell’eroico popolo palestinese, che dal 1948 ad oggi resiste al genocidio condotto dal regime sionista.
Nulla è riuscito a piegarlo: anche in questi giorni lo abbiamo visto scendere nelle strade di Al Quds – Gerusalemme per difendere la sua capitale dall’assalto sionista, fronteggiare la violenza selvaggia dei coloni fascisti in Cisgiordania, battersi senza tregua con un nemico spietato e pronto a tutto.
Non possiamo lasciarlo solo, non possiamo lasciarci soli tra oppressi. Qui a Niscemi, voi avete iniziato ad affiancarlo in questa impari lotta, non sulla base di idee astratte, ma ribellandovi concretamente ai mortiferi progetti yankee, tenendo testa ai tentativi di piegarvi con la repressione, di dividervi tra buoni e cattivi e di farvi smobilitare, con l’illusione che sia questo o quel politico o magistrato che possa risolvere la questione del Muos e non la lotta popolare.

Noi come Fronte Palestina, abbiamo iniziato a fare il minimo che la causa antisionista e antimperialista richiede nel nostro paese. Ad esempio, il 25 Aprile di quest’anno, a Milano e Roma, abbiamo affermato con i fatti che non lasceremo che il Pd di Renzi riscriva la storia della Resistenza Partigiana: dopo aver definito “bravi ragazzi” i fascisti antisemiti di Salò, non permetteremo che si dica che il nostro paese è stato liberato dai sionisti della Brigata Ebraica.
A Milano, il 19 settembre prossimo, continueremo su questo sentiero, con un corteo contro la visita del collaborazionista sionista Abu Mazen – niente di più che un Crocetta palestinese – all’Expò.

 

Percorsi diversi, ma un nemico comune e sopratutto un orizzonte di liberazione comune che, crescendo politicamente in un vero movimento contro la guerra imperialista nel nostro paese, potrebbe schiarirsi e avvicinarsi.

Nella lotta avanziamo e nella lotta possiamo unirci.

Insieme oggi possiamo sicuramente dire: i popoli in rivolta scrivono la storia, No Muos e intifada fino alla vittoria!

 

 

Fronte Palestina,
agosto 2015

 

[leggi il nostro documento sull’iniziativa del Campeggio NoMuos]

Post a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *