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Posted by on 20 Apr 2015 in collettivo experia | 0 comments

I sommersi e i salvati – Basta morti nel ‪Canale di Sicilia‬

I sommersi e i salvati – Basta morti nel ‪Canale di Sicilia‬

 

In 700 sono morti nel tentativo di fuggire da guerre e miseria per raggiungere le nostre coste e cercare un futuro migliore. Uomini, donne e bambini inghiottiti dal mar Mediterraneo, di cui non restano neanche i corpi.
È successo da poche ore e già il grande spettacolo del cordoglio ipocrita di istituzioni e politici è in atto, con dichiarazioni addolorate, moniti tonanti e speculazioni da campagna elettorale; si tratta di una replica, che va in scena ogni qualvolta il numero dei morti per naufragio supera la quota del centinaio di vittime. Qualche frase ad effetto affidata ai Tg, un paio di tweet e post su Facebook, uno slogan più o meno coerente con le proprie posizioni (“salviamoli”, “affondiamoli”,“salviamo solo i cristiani”, “aiutiamoli a casa loro” ecc.) e poi calerà il sipario anche su questa tragedia.
Fino alla prossima, fino a quando i morti saranno 800, 900, 1000 e potrà tornare in scena.
Le finte lacrime degli assassini ci disgustano, il cordoglio di facciata dei veri e unici responsabili di queste immani tragedie che si consumano nel nostro mare accendono la nostra rabbia.
I governi europei che spalancano i propri mercati agli USA con il TTIP (il trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico), che consentono lo spostamento di capitali della grande finanza, la delocalizzazione delle fabbriche dei più grossi gruppi industriali impediscono la circolazione di esseri umani che scappano dall’inferno dei conflitti e della fame.
Un viaggio di poche ore d’aereo nell’Occidente democratico in cui la maggioranza di noi è convinta di vivere diventa così un’odissea di giorni e giorni, su mezzi di fortuna, accalcati in centinaia e in balia del mare, senza cibo, acqua e medicine. Centinaia di migliaia di dollari finiscono nelle mani dei trafficanti, delle organizzazioni criminali che gestiscono le tratte di esseri umani e altrettanti ne piovono in quelle del business dell’accoglienza messo in piedi sulle nostre sponde per guadagnare sulla pelle dei fortunati che riescono a toccare terra.
Ai sommersi, ai loro corpi che nel migliore dei casi qualcuno troverà a galleggiare o verranno sospinti sulle nostre spiagge toccherà una sepoltura frettolosa, in qualche piccolo cimitero della Sicilia orientale, senza neanche un nome sulla lapide. Per i salvati comincia invece un nuovo calvario, rinchiusi per anni nei CARA in attesa dei documenti o incarcerati nei lager dei CIE. Chi riesce a fuggire attraversa l’Europa come un fantasma, senza documenti, ai margini delle città, intorno alle stazioni a ingrossare le fila della povertà e dell’emarginazione dilaganti nell’Europa della crisi.
La stessa Europa, gli stessi governi che li hanno cacciati dalle loro case, fomentando guerre civili o intervenendo con i propri eserciti per garantirsi il controllo di zone strategiche chiave nello scacchiere geopolitico, gli stessi responsabili delle vittime di queste guerre neoimperialiste, perseguitano i superstiti in fuga, alzando le mura della fortezza, lasciando che contro di esse si infrangano migliaia di vite umane e trattando come pericolosi criminali i sopravvissuti.

Mercoledì 22 aprile 2015 scenderemo in piazza a Catania non per piangere i morti, ma per gridare ai rappresentanti del governo di questo Paese che il sangue di quest’ennesima tragedia sporca le mani di chi ha firmato leggi razziste e xenofobe, di chi ha fornito partecipazione e supporto alle campagne di guerra e destabilizzazione al fianco dell’alleato USA, di chi ha fatto delle vittime della guerra e della povertà un business politico e mafioso per arricchirsi e per ingrossare le proprie clientele elettorali.

Invitiamo tutti a partecipare al presidio indetto per mercoledì 22 in piazza Stesicoro alle ore 18.

 

Collettivo Politico Experia Catania
19 aprile 2015

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