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Posted by on 21 Set 2012 in anticapitalismo, collettivo experia | 0 comments

La sicilia non è zona di guerra. Contro il Muos!

La sicilia non è zona di guerra. Contro il Muos!

Negli ultimi trentanni la Sicilia è diventata fonte e centro degli interessi di guerra americani con la creazione di aeroporti e basi militari NATO prima, e l’installazione di nuove armi per il controllo e lo spionaggio per future guerre, oggi.
Il Territorio di Niscemi, infatti, sta per ospitare l’arma perfetta per i conflitti del 21° secolo: il MUOS, mentre la base Usa e Nato di Sigonella sta per trasformarsi nella capitale mondiale dei famigerati “Droni”, gli stessi aerei senza pilota utilizzati quotidianamente in Afghanistan, Iraq ed in Libia per colpire obiettivi civili e militari.
Tutto ciò, ovviamente, non senza ripercussioni per la popolazione siciliana.

Trascurando, infatti, la possibilità non poco probabile, di un futuro conflitto internazionale che renderebbe la Sicilia il centro strategico per un eventuale attacco sul Mediterraneo (la crescente attività dei droni nell’ultimo periodo, infatti, lascia presagire la possibilità di un attacco in Siria), e quindi farebbe della popolazione siciliana un obiettivo sensibile, non si può non tenere conto dei danni economici ed ambientali che la sudditanza del governo italiano all’imperialismo americano ed il capitalismo sempre più sfrenato ha arrecato e continuerà ad arrecare al territorio siciliano ed, in primis, alla popolazione.
“Le voci di una possibile chiusura dell’aeroporto Fontanarossa per lavori di restaurazione della pista e l’ impossibilità di poter spostare il traffico aereo nell’aeroporto di Sigonella, perché gli americani giocano a fare la guerra sottoponendo a pesanti limitazioni ed ingiustificati disagi l’economia di un’intera regione.”

Per non parlare poi del MUOS di Niscemi, una rete di antenne e satelliti per telecomunicazioni veloci ad altissima frequenza per lo spionaggio militare ed il controllo a distanza d futuri attacchi convenzionali e non, ad uso esclusivo delle forze armate degli USA.
Già Niscemi è una città ad altissimo rischio di salute in quanto gli abitanti sono esposti ad un rischio maggiore di contrazione di tumori a causa dei fumi provenienti dall’Eni di Gela ma sono anche a rischio radiazioni elettromagnetiche emesse da numerose installazioni trasmittenti per le telecomunicazioni, in più la stazione militare sorgerà all’interno di un’importante riserva naturale.
Tutto ciò – oltre ad un notevole impatto ambientale e distruzione del territorio – comporta una perdita economica non trascurabile per l’intera regione e sopratutto per le famiglie locali in quanto la presenza di antenne a radiazioni così elevate metterebbe a rischio le produzioni agricole e vinicole che da sempre rappresentato una risorsa economica e culturale della Sicilia.

Ricordiamo inoltre che Niscemi è stata scelta per l’installazione del MUOS al posto di Sigonella dopo che uno studio sulle onde elettromagnetiche sulle antenne ad altissima frequenza aveva dimostrato la possibilità di causare la detonazione dei sistemi d’arma e creare gravi pericoli al traffico aereo dello scalo militare e civile di Catania e che quindi potrebbe ostacolare l’apertura del non-aeroporto di Comiso, vittima eccellente dei bombardamenti elettromagnetici del MUOS di Niscemi situato a poco più di 20 Km.
Il mal governo e l’ipermilitarizzazione del territorio hanno goduto della pressoché impunità giudiziaria e della desistenza o piena accondiscendenza delle forze politiche e della mafia siciliana che ha fatto della speculazioni immobiliari la propria linfa vitale consentendo di rinnovare i legami tra politica, mafia e imprenditoria.

Sia il centro destra che il centro sinistra non si sono mai espresse, se non a favore, contro le finalità di distruzione e morte delle basi di Augusta, Sigonella, Niscemi, Trapani e Noto.
I business di guerra hanno generato ecomostri cancellando l’identità e la soggettività di una regione che aveva molto da offrire, e la dignità di un popolo mai interpretato e sopratutto mai ascoltato.

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