Pages Menu
TwitterRssFacebook
Categories Menu

Posted by on 3 Giu 2014 in catania, collettivo experia | 0 comments

La cultura dell’abbandono e delle spreco delle risorse.

La cultura dell’abbandono e delle spreco delle risorse.

(La nostra risposta all’articolo di CtZen, che trovate in fondo alla pagina, dello scorso 20 maggio 2014 dal titolo “Experia, quasi al via la ristrutturazione. Assegnato il bando da un milione e mezzo.”)

centro popolare experia catania 2012Come Collettivo Experia e militanti del Centro Popolare di via Plebiscito 782, sgomberato a colpi di manganelli legalitari il 30 ottobre 2009, desideriamo commentare le dichiarazioni rese su Ctzen dall’attuale presidente dell’Ersu, Alessandro Cappellani e porre all’Ersu e ai cittadini catanesi alcune questioni.
Apprendiamo che, malgrado l’Ersu abbia riconosciuto il valore sociale delle attività che si svolgevano all’Experia e non aver mai sostenuto l’ipotesi sgombero, alla data
odierna esso si ritrova nella situazione emergenziale di tentare un intervento – di qualunque tipo – pur di non lasciare la struttura “a marcire”, per salvarla dal degrado e destinarla ad attività di aggregazione.

È ormai chiaro come il sole che l’operazione poliziesca che ha brutalmente interrotto 17 anni di incessanti attività aggregative, sociali e culturali aveva come unica matrice quella politica e che nessuna necessità di utilizzo reale investisse i locali dell’ex-cinema (come del resto dichiarato dal commissario Rapisarda, in carica all’Ersu ai tempi dello sgombero): prova ne è che, nei giorni successivi al 30 ottobre, si scatenò un imbarazzante rimpallo tra gli enti a cui veniva offerto l’utilizzo della struttura; nessuno degli interpellati voleva entrare in possesso di quei locali per il semplice fatto che non avevano i soldi per gestirla e, tra l’altro, non sapevano che diavolo farsene.

Ebbene: dopo 5 anni in cui siringhe e disagio sociale hanno rimpiazzato al 782 di via Plebiscito il doposcuola, i campionati di calcetto e le feste popolari, quei soldi
sono finalmente arrivati e non si tratta certo di bruscolini: parliamo di 1 milione e mezzo di euro, una cifra considerevole.

A che serviranno? 
A mettere in piedi un campetto da calcio per i ragazzini del quartiere? A costruire un parco archeologico? A realizzare un centro diurno per anziani, un asilo
nido, un consultorio?

Neanche per sogno. 
Questi finanziamenti, vero e proprio miracolo in tempi di tagli e austerity, verranno investiti per realizzare, sentite bene, un auditorium. Sì, un auditorium.
Il che non sarebbe poi una notizia da far saltare sulla sedia se l’Antico Corso fosse un quartiere di Ginevra e tutta Catania fosse ricca ed efficiente come una città Svizzera.

Peccato che il paragone sia quantomai distante.
Oltretutto – per quanto possa sembrare paradossale in una città dove i livelli di disoccupazione e sofferenza sociale sono i più alti d’Italia – di auditorium, nel raggio di poche centinaia di metri ce ne sono già in abbondanza: ricordiamo almeno quello ospitato dal complesso dei Benedettini e quello nuovo di zecca, inaugurato e poi naturalmente chiuso, in via Santa Maddalena.

È sempre la stessa storia: la speculazione selvaggia dell’Università continua ad abbattersi sull’Antico Corso e su tutta la città, un quartiere popolare all’interno del quale essa rimane un corpo estraneo nonché causa di tutti i mali, primo fra tutti il rialzo dei prezzi degli affitti e la conseguente espulsione forzata degli abitanti storici verso periferie meno appetibili per il consiglio d’Amministrazione dell’Ateneo.

Se, per una benedetta volta in questa città, i soldi potessero essere spesi per opere di vera pubblica utilità, l’Ersu dovrebbe destinare quei fondi non all’ennesimo inutile spreco (che durerà il tempo del taglio di un nastro e dove al massimo verrà proiettato un cineforum in lingua originale), ma per restituire l’area dell’ex-cinema dell’arena dell’Experia al quartiere, ai suoi abitanti vecchi e nuovi.
Con quei soldi, per esempio, si potrebbe realizzare il progetto di un parco verde archeologico, come hanno sempre sostenuto gli occupanti del CPO, un’area sottratta alla speculazioni all’interno della quale innestare spazi di aggregazione, culturale e sportiva per gli abitanti del quartiere. Un progetto ambizioso che garantirebbe anche occupazione grazie alla formazione di cooperative di giovani disoccupati o in cerca di primo impiego a cui affidarne la gestione.

Un progetto vero, dunque, non un’inutile trovata – nemmeno troppo originale – tirata fuori dal cappello con un ritardo spaventoso pur di non perdere finanziamenti già stanziati e legittimare uno sgombero insensato.

Non staremo con le braccia conserte ad assistere all’ennesimo sperpero, all’ennesima speculazione e all’ennesima ingiustizia consumata a danno dei quartieri popolari: il cantiere divora-soldi di un’opera inutile, costosa e che nessuno vuole non partirà.

Per questo chiediamo all’Ersu un incontro ufficiale, vogliamo avere risposte sui loro progetti futuri in merito all’area dell’Experia. 

Lanciamo, inoltre, un appello agli abitanti, ai lavoratori, agli studenti di Catania: scendiamo assieme in piazza, impediamo questo ennesimo disastro.

 

 

 

Post a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *