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Posted by on 15 Gen 2015 in internazionalismo | 0 comments

Il rimbalzo della guerra

Il rimbalzo della guerra

 

Se si provasse a prendere una cartina geografica dell’intero pianeta con l’indicazione delle maggiori riserve energetiche (gas e petrolio) e vi sovrapponesse un’altra ove siano evidenziate le aree dove vivono popolazioni di religione e cultura mussulmana, forse si rimarrebbe stupiti da una sostanziale coincidenza.

È per questo motivo che l’islamofobia, la denigrazione dell’islam e la pretesa superiorità del mondo cosiddetto occidentale fanno da sempre parte della giustificazione e della copertura ideologica delle politiche imperialiste verso l’area arabo-islamica. Politiche che mirano, per l’appunto, alla rapina delle risorse di questi paesi e si concretizzano con il colonialismo, il sostegno a regimi tirannici e le guerre di aggressione.

Nell’attuale fase di aggravamento della crisi del capitalismo internazionale, la tendenza alla guerra imperialista per mantenere e rafforzare il giogo sui popoli dell’Africa, del Medio Oriente e dell’Asia si rafforza,sopratutto da parte del blocco Nato a guida statunitense e da parte del regime sionista di “Israele”, che costituisce una pistola alla tempia puntata in maniera permanente sui destini dei popoli dell’area araba e mediorientale. Gli imperialisti yankee, europei e sionisti hanno definito questo processo di aggressione politico-militare come “guerra contro il terrorismo e gli stati canaglia”, conducendo un olocausto quotidiano contro interi paesi e popoli, che si allarga sempre di più, toccando soprattutto terre dove prevale la religione e la cultura mussulmana, dalla Palestina all’Afghanistan, dalla Libia al Pakistan, dal Mali all’Iraq, dallaSiria alla Somalia e via dicendo.

L’imperialismo francese,sopratutto negli ultimi anni, a causa dell’aggravarsi della crisi economica al suo interno, si sta imponendo come uno dei protagonisti di queste “nuove crociate” del profitto, schierando truppe militari in molti paesi e su pressochè tutti i fronti di guerra,come Afghanistan, Mali, Ciad, Costa D’Avorio, Repubblica Centrafricana, Nigeria, Niger, Gabon, Senegal, Gibuti, bombardando ieri la Libia e oggi l’Iraq, la Siria, periodicamente la Somalia e collocandosi strategicamente al fianco del regime sionista che occupa la Palestina.

Quanto è avvenuto nei giorni scorsi in Francia è il rimbalzo sul fronte interno di questa guerra condotta dagli imperialisti sul fronte esterno, purtroppo in forma di conflitto di religione, per chiara volontà di forze islamiste – borghesi come Al Qaeda e Stato Islamico.
Sono stati uccisi dei vignettisti che ritenevano si dovesse ironizzare sull’islam e sui mussulmani in nome di una “libertà di espressione” esercitata all’ombra dei caccia bombardieri e i clienti di un supermercato kosher, identificati facilmente con il sionismo a causa del vergognoso collaborazionismo che i vertici delle comunità ebraiche portano avanti rispetto al regime di occupazione in Palestina.
A realizzare gli attacchi sono stati tre proletari delle banlieu parigine, come a significare che la prima frattura, quella reale e fondamentale, è di classe, poi distorta dall’ideologia religiosa.

Per due giorni la Francia è piombata in un clima di guerra, anche se i morti patiti e il terrore vissuto non sono nulla rispetto al sangue versato ogni giorno nelle aggressioni, nelle destabilizzazioni e nelle occupazioni militari che l’imperialismo francese, assieme ai suoi alleati e complici, porta avanti in tutto il mondo.

I responsabili principali di questo ulteriore sangue versato sono coloro che, paradossalmente, marciavano alla testa del corteo di Parigi di domenica: il macellaio d’Africa Hollande, il macellaio di Gaza Netanyahu e gli altri caporioni imperialisti, fra cui il ducetto Renzi, e i loro servi ugualmente sporchi di sangue, come l’ascaro del Mali, Boubacar Keita, la marionetta “palestinese” Abu Mazen e il criminale ucraino Poroshenko.

Oggi siamo bombardati mediaticamente dalle necessità di “unirsi contro il terrorismo e per la libertà di espressione”. La realtà è che gli imperialisti del blocco Nato, stato italiano compreso, dopo gli eventi francesi, vogliono rilanciare un clima politico-sociale reazionario, funzionale a portare avanti le proprie strategie di guerra neocoloniale. Politici, intellettuali e giornalisti asserviti alle classe dominanti europee e statunitensi soffiano sul fuoco dell’islamofobia, del razzismo o predicano la cosiddetta integrazione – quella che vuole ridurre i mussulmani ad essere “bravi cittadini occidentali” cioè succubi e collaborazionisti . Nel frattempo si preparano nuove leggi e strumenti repressivi sul fronte interno e a dimensione continentale europea.

Un’egemonia e una mobilitazione reazionaria che puntano anche a dividere i lavoratori e i proletari, fomentando l’ostilità al loro interno verso la componente immigrata di cultura e religione mussulmana, alimentando cioè la “guerra trai poveri”, mentre i capitalisti e i loro governi continuano ad attaccare la nostra condizione materiale e le nostre conquiste sociali.

Il sistema imperialista è il comune nemico della classe lavoratrice dei paesi cosiddetti occidentali e dei popoli dei paesi cosiddetti poveri: nella crisi del capitalismo internazionale, l’aggravarsi dello sfruttamento e della miseria nei primi corrisponde ad una sempre più feroce aggressione e depredazione nei confronti dei secondi.

Solo il fronte comune tra proletariato “metropolitano” e popoli della periferia può costituire una prospettiva di lotta e di liberazione dalle catene imperialiste, verso un sistema dove lo sfruttamento e le guerre siano bandite. Solo il porsi delle masse lavoratrici alla testa della lotta all’imperialismo può impedire che venga diretta ed egemonizzata da fazioni corrispondenti ad interessi e strategie di borghesie aspiranti al proprio spazio di potere, come sono le organizzazioni islamiste, che vogliono anch’esse porre masse contro masse, quelle islamiche contro quelle “infedeli”, portando avanti azioni e una prospettiva politica per molti versi speculari a quelle degli imperialisti.

NON CEDIAMO AL RICATTO DEGLI IMPERIALISTI, I VERI TERRORISTI SONO LORO!

CONTINUIAMO E RAFFORZIAMO L’OPPOSIZIONE ALLA GUERRA IMPERIALISTA  E LA SOLIDARIETA’ AI POPOLI CHE RESISTONO AD OCCUPAZIONI, INVASIONI E REGIMI FANTOCCIO!

PORTIAMO AVANTI LA BATTAGLIA CONTRO IL RAZZISMO, LA MILITARIZZAZIONE DELLE CITTA’ E LA REPRESSIONE!

JE SUIS RESISTANCE, JE SUIS LUTTE DE CLASSES!

 

Collettivo Tazebao

 

 

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