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Posted by on 2 Nov 2011 in anticapitalismo | 0 comments

Autunno caldo: cosa scrivevamo nel 2008

Autunno caldo: cosa scrivevamo nel 2008

SARA’ UN AUTUNNO CALDO!

Sarà un autunno caldo non perché vogliamo mettere a ferro e fuoco le città italiane. Sarà un autunno caldo perché milioni di famiglie, lavoratori e proletari saranno messi in ginocchio dalle politiche finanziarie, economiche e sociali del governo italiano ed europeo.
Gli aumenti delle tariffe per i servizi (luce, gas e acqua), l’ aumento incontrollato della benzina e dei beni di prima necessità stanno determinando una situazione insostenibile per tutti noi. Negli ultimi 15 anni in questo paese sono state smantellate le conquiste delle lotte degli anni 60/70. Ci ha guadagnato solo chi ha potuto speculare sui mercati finanziari. Sono stati anni di costante riduzione dei salari, di aumento dei profitti e di perdita di diritti. L’ingresso della legge “Biagi” ,in particolare, ha reso precari almeno due generazioni di lavoratori.

Oggi assistiamo al tracollo del Capitalismo: la crisi strutturale del mercato finanziario di queste ultime settimane non è altro che la dimostrazione del sostanziale fallimento di un sistema fondato sulla lotta sanguinosa di pochi per il profitto e non sulla distribuzione della ricchezza e del benessere alla maggior parte della popolazione.
Oggi ci vengono a chiedere ancora sacrifici, ci vengono a chiedere di salvare ancora una volta il “loro” sistema economico.
Per i prossimi 3/5 anni dovremo sostenere il “loro” fallimento (si parla di almeno 300/500 euro annui a famiglia) e dovremo sostenere il saccheggio di ricchezza che manager finanziari e intere classi politiche hanno rubato al sudore dei lavoratori.

Dovremo pagare per Alitalia: non per mantenere i posti di lavoro ma per tappare il buco di milioni di euro che dirigenti e amministratori hanno rubato e sottratto. Non a caso l’ultimo decreto “salva Alitalia” conteneva la clausola nascosta per garantire il salvacondotto alle decine di manager e politici che hanno contribuito in questi anni ad impoverire le aziende e il paese (cirio, parmalat, bond argentini, ecc.).
Dovremo fare sacrifici per proteggere banche, lobby e manager mentre assistiamo impotenti ad un altro smantellamento nel sociale: la scuola. Questa nuova riforma cancella migliaia di posti di lavoro tra insegnanti,maestri,personale ATA e ricercatori per risparmiare qualche miliardo di euro, non preoccupandosi di distruggere così ciò che rimane dell’istruzione in Italia.

Assicurarci un futuro significa lottare per il diritto alla casa, al lavoro, allo studio, all’assistenza sanitaria e alla pensione. Non salvare profitti finanziari!
Noi non ci stiamo! Il Capitalismo è causa di sfruttamento e povertà!
L’unica via d’uscita che abbiamo è quella della lotta e dell’unità di classe!
Costruire momenti e percorsi di RESISTENZA ANTICAPITALISTA è l’unico strumento che abbiamo per sabotare questo processo di sfruttamento ed impoverimento che subisce la nostra vita quotidiana.

Pagheremo anche per il totale fallimento della politica nella nostra città, saccheggiata e ridotta alla bancarotta. Catania è fallita!
Dopo mesi di luci spente persino sulla via Etnea, dopo i vigili appiedati perché senza benzina, dopo i quartieri popolari in putrefazione per quelle montagne di rifiuti che nessuno raccoglie più, è arrivato un finanziamento (a fondo perduto) che fa respirare per un po’ i nostri amministratori spensierati ma di certo non risolve il problema,lo posticipa semplicemente di qualche mese. E poi?
Catania è una città in svendita, una città che protegge le lobby politiche e le lobby dei ricchi e dei padroni. Catania è denaro pubblico perso nelle speculazioni edilizie, negli sprechi, nelle assunzioni pilotate, nelle spese folli per consulenti, telefonini, viaggi.
In questa città nessun servizio sociale è più disponibile, non esiste una politica sulla casa, le scuole elementari e medie vengono chiuse e il patrimonio immobiliare svenduto alle banche. Tutto è a favore di chi comanda,di chi detiene di fatto la ricchezza e sostiene il potere politico arrogante e fascista di questa città. Tutto è in mano ai nuovi cavalieri di Catania già pronti per i business del futuro (parcheggi scambiatori, ristrutturazione di san berillo, rivalutazione della fiera di p.zza C. Alberto, waterfront, ecc.)

Il CPO EXPERIA, dopo 17 anni di occupazione, di lotte e di attività sociali pratiche e autofinanziate, rilancia le sue attività e le sue proposte in città nell’ottica della RESISTENZA ANTICAPITALISTA, contro il carovita e tutti i processi di impoverimento in atto nella nostra città.

Il CPO EXPERIA oggi è:
Palestra Popolare
Momenti di aggregazione giovanile
Spazio politico e sociale per laboratori e attività

Centro Popolare Experia
Testo del manifesto Ottobre 2008 per il rilancio delle attività del Centro Popolare contro la crisi.

manifesto-autunno-caldo-experia-catania

 

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