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Posted by on 16 Feb 2012 in anticapitalismo | 0 comments

A fianco dei compagni napoletani

A fianco dei compagni napoletani

riceviamo e diffondiamo:

LO STATO COMINCIA A MOSTRARE IL SUO VERO VOLTO ANCHE AL PRESIDIO ANTIDISCARICA DI QUARTO!

Nella notte tra il 12 e il 13 febbraio all’incirca alle 24 alcuni membri del comitato antidiscarica del Castagnaro erano in presidio all’ingresso della strada che porta verso la cava individuata per l’allestimento della discarica, sono passate due auto con la chiara intenzione di controllare la situazione su al presidio, in ogni macchina c’erano 4 persone. Un SUV targato DS 584 LK e una Renault Scenic. Chiuso il presidio ci siamo diretti verso la consulta dei giovani di Quarto, percorrendo via Campana abbiamo visto le due stesse auto fuori ad un bar, insospettiti ci siamo fermati per un caffè. Le otto persone stavano indisturbate al bar. Abbiamo deciso di raggiungere i locali della consulta e usciti dal bar ci siamo ritrovati con le due macchine alle spalle. Arrivati fuori la caserma dei carabinieri, che sta nel percorso per raggiungere la consulta, le due auto si sono fermate. Compresa la loro appartenenza abbiamo tirato avanti. Arrivati alla consulta ci siamo resi conto che ci stavano inseguendo e avevano parcheggiato nel piazzale retrostante alla nostra sede; abbiamo, dunque, deciso insieme ad alcuni ragazzi che stavano nei locali di andare al presidio tutti insieme. Trascorsa un’oretta siamo tornati alla consulta.

Questo è il punto di partenza di un grave atto di intimidazione da parte di questo stato contro chi lotta per difendere la propria salute, quella dei propri cari e l’ambiente.

Due di loro sono stati visti sul retro della consulta nel cortile della scuola sotto la quale la sede si trova, di cui uno maneggiava vicino le grate di una finestra ed uno che su un scala provava a manomettere la centralina elettrica collegata all’allarme(vedi allegato foto). Siamo riusciti a raggiungerli in corsa. Hanno abbandonato la scala e si sono portati via con sé un borsone dal contenuto ignoto, hanno scavalcato la ringhiera e sono corsi nella macchina che li aspettava fuori, lo stesso SUV visto fuori al presidio, fuori al bar e alla caserma. Noi abbiamo preso la macchina intenzionati a tornare al presidio, avendo dimenticato poi di controllare l’interno della sede siamo tornati indietro e lì abbiamo trovato le stesse due macchine e le stesse 8 persone alle quali abbiamo chiesto spiegazioni senza ottenere alcuna risposta. Ci siamo riuniti davanti alla nostra sede e nel frattempo è arrivata una volante dei carabinieri ai quali noi abbiamo denunciato l’accaduto, naturalmente tra colleghi ci si intende e per tutta risposta ci hanno chiesto i documenti!!! A questo punto degli otto intorno a noi sono rimasti solo in tre che continuavano a non dirci chi fossero e nonostante le nostre dichiarazioni nelle quali individuavamo loro come i responsabili dell’effrazione non sono intervenuti mai per dichiararsi innocenti o smentire. Si sono sempre mantenuti in disparte facendo finta di non conoscersi con i colleghi in divisa.

I carabinieri in divisa hanno tentato invano di entrare nella consulta senza alcun mandato. Solo l’opposizione dei presenti ha impedito alle presunte forze dell’ordine di perpetuare l’ennesimo abuso. Capito che non riuscivano a farci tacere, ad un certo punto hanno tentato di prendere singole persone in disparte per portarci, dicendolo con le loro parole, <<sulla buona strada>>, con l’intento di sminuire e sottacere la gravità dell’accaduto. Si sono trovati a dover ammettere che era in atto un’operazione che loro stessi hanno definito sporca, un’operazione nell’ombra, ci hanno dunque esortati a sciogliere il presidio.

A questo punto il tutto comincia a prendere una piega che ha assunto i colori del ridicolo e i toni delle sceneggiate napoletane in accento romano. Per giustificare la loro presenza in quel posto e per andare via, imbarazzati dall’aver fallito NELLA LORO OPERAZIONE NELL’OMBRA, hanno inscenato un arresto affrettandosi a circondare l’edificio e salendo per le scale antincendio con le pistole in mano e i caricatori pronti, e hanno ammanettato i due presunti ladri che altro non erano che due loro colleghi di cui prima erano in compagnia. Da ascrivere come strane coincidenze il fatto che:

– nella piazza antistante alla consulta erano presenti prima solo tre degli agenti, poi sei in totale, mentre due degli otto sono sempre mancati all’appello

– il fatto che loro prima avevano detto di essere parte un’ operazione nell’ombra della quale non potevano darci spiegazioni e poi hanno risolto il tutto con la simulazione di un semplice furtarello

– ed ancora che i due presunti ladri avessero lo stesso accento romano dei sei che erano in piazza.

Chi ha mandato questi “agenti” a fare questa operazione?

Cosa dovevano introdurre dentro la nostra sede?

Perché fare di tutto per tacere quanto accaduto stanotte?

Tutte queste cose ci rendono ancora più evidente che la questione della discarica del Castagnaro è sempre più reale e concreta .

A questo punto è sempre più necessario e indispensabile alzare il livello della guardia.

Non ci faremo intimidire dai loro inutili tentativi di sabotare la nostra lotta, di dividere il fronte della mobilitazione popolare.

Colpendo noi hanno colpito tutti quei cittadini che hanno marciato uniti per dire no a questo progetto di morte, a questa ennesima condanna sulla nostra pelle. La cittadinanza di Quarto ha dimostrato già al corteo di sabato scorso che è pronta a difendere la propria terra dalle scelte scellerate dei politici di turno.

Invitiamo tutte le realtà cittadine e di movimento e a tutti i singoli ad esprimerci la loro solidarietà.

A gran voce, OGGI PIU’ CHE MAI NO ALLA DISCARICA NE’ AL CASTAGNARO NE’ ALTROVE!

 

Presidio Antidiscarica Castagnaro, Consulta Giovani di Quarto, arci Ashiwa, P.-C.A.R.C., A.I.C.A.T., Presidio Permanente Contro Discariche e Inceneritori Quarto

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